INTERVISTA: A Milano si celebra Jannacci

 

 

Grazie Maestro, tributo a Enzo Jannacci

In occasione del  5° anniversario della dipartita di Enzo Jannacci, si è tenuto ( al teatro Pime di Milano) lo spettacolo  GRAZIE MAESTRO,Tributo al grande genio di Enzo Jannacci.

Lo spettacolo  è organizzato e sostenuto dall’Associazione Culturale “Quelli che Enzo Jannacci…ce l’hanno nel cuore”, presieduta da Giulio Falco e Silvia Reggiani, instancabile motore di questa iniziativa che vuole far conoscere e mantenere viva la memoria di uno dei più grandi artisti della musica italiana.

Il tributo porta in scena la musica dell’indimenticato maestro, la sua poesia i suoi brani.

L’associazione si è prefissata lo scopo non solo di far  ricordare a chi lo ha amato, ma far conoscere anche alle generazioni più giovani l’imperdibile patrimonio che Jannacci  ha lasciato con la sua opera sempre profonda e lungimirante.

La band è composta dai suoi musicisti storici che per lunghi anni lo hanno accompagnato nella sua carriera, proponenendo  con nuovi arrangiamenti e la musica di Enzo.

Musicisti Jannacciani come  Marco e Paolo Brioschi, Sergio Farina, Piero Orsini, Flaviano Cuffari, l’ormai leggendario Paolo Tomelleri ( che compose con Enzo Jannacci il suo “inno” El purtavai scarp del tenis).

I comici, invece, sono  gli allievi prediletti del maestro, Osvaldo Ardenghi e il duo Bove, Limardi.

Prestigioso conduttore della serata è il celebre  giornalista Marino Bartoletti, che con la sua eleganza, la sua grande conoscenza di Enzo Jannacci intratterrà il pubblico.

Ospiti d’eccezione  il maestro Enrico Intra e il maestro e amico di Jannacci, Nando de Luca con la cantante Ramona Wess.

Alle voci Osvaldo Ardenghi, Emilio Sanvittore, Paolo Barillari, Aurora Ziliotto che interpretano brani di successo e non del medico cantautore .

Nella scaletta, entrano di diritto alcuni grandi classici, come “Elpurtava i scarp del tenis”, “L’Armando”, “Faceva il palo”, “Andava a Rogoredo”, “Vincenzina e la fabbrica” insieme ad altri pezzi forse meno noti ma comunque sempre di forte impatto emotivo.

Lo spettacolo si intitola Grazie Maestro che è il titolo di un brano scritto e cantato da Osvaldo Ardenghi, che con Enzo ha mosso i primi passi nel mondo del cabaret, ed è un ringraziamento al suo maestro e il ricordo degli ultimi giorni vissuti accanto a lui….

ECCO L’INTERVISTA della nostra Katia Paravati

Ho l’onore di avere con me Silvia Reggiani a cui farò una Breve intervista

K : Buongiorno Silvia

S:  Buongiorno

K  :Quando e come hai conosciuto Enzo Jannacci?

S:  Ho conosciuto Enzo Jannacci, all’età di 27 anni a Mantova, la mia città natale. Presentato da amici dopo un concerto. In casa mia fin da bambino amavamo tutti moltissimo la sua musica. Lo reincontrai poi a Sanremo nel 1989 nel 1991 e nel 1994. Poi ho seguito i suoi ultimi concerti con mio marito, dopo averlo reincontrato molti anni dopo, durante la presentazione dell’album ‘l’uomo a metà’ alla libreria Feltrinelli di Milano.

K : Cosa ti ha spinto a portare in scena questo spettacolo, visto che, nel panorama musicale attuale,sembrerebbe non ci sia spazio per eventi musicali che non siano prettamente di sicuro successo commerciale?

S :  Il grande amore per la sua arte e umanità. Ho sempre pensato che non avesse ricevuto i giusti meriti durante la sua carriere, e dopo la sua scomparsa ho voluto fare qualcosa di importante, perchè non solo il suo ricordo, ma soprattutto il suo esempio e messaggio culturale potesse trovare nuova vita, in tanti bravissimi artisti, che anche oggi vengono sottovalutati dal sistema dello showbiz, per privilegiare spesso spettacoli di puro consumo di intrattenimento.

K : Nonostante il dispendio di energie, e non solo quelle, continui a portare questo spettacolo ovunque….cosa ti induce a farlo visto che molte volte sei in perdita (economicamente parlando)?

S :  Dopo la prima edizione abbiamo subito compreso che il pubblico, non solo gli addetti ai lavori, lo amava moltissimo e apprezzava con entusiasmo il fatto che nei nostri concerti potessero scoprire lati assolutamente inediti del personaggio, Pezzi meno famosi rispetto a quelli con il quale era arrivato al successo durante i primi anni della sua carriera, ma di grande intensità emotiva. Grazie anche ai musicisti e cantanti che hanno saputo interpretare in modo personale, le sue meravigliose composizioni, senza tentare di imitarlo. Questa consapevolezza, ci ha fatto dimenticare fatiche e perdite economiche, anche in virtù del fatto che abbiamo sempre aiutato in questo modo enti benefici come l’organizzazione ‘scarp de tenis’ o altri. Cercando di devolvere comunque qualcosa a queste organizzazioni, o invitando il pubblico a sostenerli con l’acquisto dei dei loro libri all’apertura degli spettacoli.

K :So, che per certi versi , continui l’opera caritatevole di Enzo nei confronti dei dimenticati, degli ultimi…ce ne vuoi parlare?

S : Per Enzo questo aspetto era di fondamentale importanza, non trattava temi così delicati, nei suoi testi solo per esigenze artistiche. Li viveva concretamente, con atti di generosità spesso anonimi e diretti. Mi sembrava doveroso tentare di fare del nostro meglio per seguire il suo esempio

K :Con che criterio scegli i brani di Grazie maestro…lo fai tu o lasci decidere agli artisti?

S : Ogni volta l’imbarazzo è totale, vorrei metterli tutti, ma Enzo ha scritto più di 400 brani,, con stili e temi differenti, tutti bellissimi. Ma lo spettacolo non può avere una durata eccessiva, anche perché abbiamo sempre voluto dare spazio alla comicità e agli ospiti illustri, come i maestri Intra e De Luca, o artisti del calibro di Tulli de Piscopo che ci ha omaggiato al Carcano della sua partecipazione.Tutti contributi fatti da persone che lo hanno stimato e amato

moltissimo. Poi con gli artisti cerchiamo di limare, la scaletta per fare in modo che ogni spettacolo non sia sempre uguale. Molti spettatori ci seguono costantemente dalle prime edizioni e ci comunicano tramite la pagina di facebook, che non si annoiano mai.

K: Ti è mai capitato di pensare di fareun video dello spettacolo Grazie maestro per far sì che molte persone vengano a cooscenza del genio, a volte incompreso, di Jannacci?

S: Certamente, ma per il momento non abbiamo ancora avuto le risorse economiche e il tempo per produrre un video professionale, adatto ad una distribuzione capillare. Ci siamo limitate alla registrazione degli spettacoli e con il contributo di associati a distribuire piccoli spezzoni di singoli brani e interventi tramite la piattaforma Facebook. Le atmosfere di certi pezzi si apprezzano meglio dal vivo, ma sicuramente dare la possibilità, anche a persone che non possono assistere direttamente, per varie ragioni, agli spettacoli è importante. In questa ottica e non in quella ‘commerciale’ speriamo di riuscire presto a produrre qualcosa di qualità in questo senso.

 

Grazie a te e…GRAZIE MAESTRO !

Precedente Oltre 90mila persone si sono radunate per l’edizione 2018 di AperyShow Successivo Best Star magazine 23 è online